Ludovico Durante

"Fermate il mondo, giochiamo a golf" titolava il Corriere della Sera il 25 settembre 1997, incantati dall'edizione spagnola della Ryder Cup, dove il nostro Costantino Rocca battè Tiger Woods nella squadra capitanata da Seve Ballestreros. In quei giorni magici per il golf europeo nasce Ludovico Durante figlio d’arte di Marco Durante avvocato di grido e icona del golf italiano.

Ludovico pochi giorni fa hai vinto la 34 edizione del Trofeo Giovanile Federale Gianluca, scegli un aggettivo per definire la tua vittoria?

Bella domanda partiamo già bene…posso dirti che vincere a casa nel proprio circolo è un bel godere.

Ti ricordi quando hai iniziato a giocare chi ti ha insegnato?

Ho iniziato da piccolissimo appena le gambe cominciavano a reggermi in piedi ovviamente con mio padre …il mio primo allenatore.

Quanto ha influito tuo padre nella scelta di questo sport?

Tantissimo mio padre mi ha trasmesso la passione che è la base per ogni sport e poi lo stimolo continuo a migliorarsi.

Cosa vuoi dire a tuo padre dopo questo prestigioso successo?

Grazie per tutto il lavoro che hai fatto su di me e adesso i risultati cominciano ad arrivare.

Una cosa che ti piace da impazzire del golf.

Il fatto che ti prende mentalmente e anche se giochi male ti spinge a giocare sempre di più. E poi si gioca all’aria aperta con scenari mozzafiato.

Una cosa che non ti piace del golf.

Spesso non da quello che ci si aspetta nella maggior parte dei casi.

Qual è la condizione di salute del golf in Italia?

Per quello che avverto attorno a me si sta sviluppando molto grazie anche alla creazione di campi pubblici e alle promozioni nei  campi per far avvicinare la gente a questo sport.

Il golf è ancora considerato uno sport snob solo per ricchi?

Assolutamente no. È un preconcetto, lo sci è molto più caro.

Quale è la parola che usi in gara per farti coraggio?

Non ho “mantra” particolari semplicemente: “Dai mettila lì”

C’è un colpo che ti senti imbattibile?

Imbattibile nessuno. Negli approcci e nel putt da lontano faccio la mia bella figura.

Segui il golf in tv?

Non tantissimo lo studio mi assorbe tantissimo. Sono in 4 liceo scientifico al Valsalice ed è tosta.

Quanto è importante la preparazione fisica e mentale al gioco del golf?

Fisica di sicuro molto. Vado tre volte la settimana in palestra e lo swing è cambiato molto. Ho trovato tutto molto più facile. Mentale poco niente, sono uno tranquillo e non mi scoraggio mai.

Se fossi un golfista professionista, chi vorresti essere?

Innanzitutto non mi dispiacerebbe fare dei colpi come Art Wall il recordman degli hole in one, oppure un Bubba Watson ..destro però.

Quale è il pensiero più ricorrente sul tee di partenza?

Beh! Un pochino di tensione c’è sempre ma penso solo a tirare una bomba e basta.

Quale è il lato forte del tuo carattere?

Come ti dicevo prima sono molto tranquillo e non mi arrabbio quasi mai

Il sogno nel cassetto?

Almeno pareggiare quanto ha fatto mio padre nel golf e non è poco. Comunque la sfida è ancora in corso.

Quanto influisce l’attrezzatura sul tuo gioco?

Influisce molto. Ormai siamo a un livello sartoriale altissimo.

Cosa mangi quando giochi?

Il mio classico è la banana alla 9.

Quali altri sport segui?

D’inverno snowboard e lo pratico e poi il calcio anzi la Juve per essere precisi.

Il tuo allenatore?

Marco Soffietti per me il top, vado molto d’accordo con lui.

 

Riccardo Amapane